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E' morto Massimo Tamburini, il padre della Bimota: indimenticabile la sua Ducati 916

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Ha scritto un importantissimo pezzo di storia del motociclismo, e se ne è andato la notte scorsa, dopo una lunga malattia, a 71 anni. Massimo Tamburini, famoso progettista riminese, insignito del Sigismondo d'Oro nel 2012, ha lasciato così il mondo delle due ruote che tanto amava e lo ha amato.

Emilia Romagna, terra dei motori

Tamburini ha fondato e diretto dal 1992 al 2008 il centro di ricerche Cagiva di Valdragone e ha permesso la nascita di moto famosissime in tutto il mondo a cominciare dalla Ducati 916 che ha vinto innumerevoli campionati di Superbike. Nato nel 1943 è stato il direttore tecnico e fondatore della Bimota dal 1973. Uscito dall'azienda dieci anni dopo, nel 1983, è diventatp direttore tecnico del team Gallina (1984), e nel 1985 è approdato in Cagiva.

Ha anche diretto il COR, Centro Operativo Rimini, e, dal 1990, il Centro Stile del gruppo Cagiva. Nel 1993 è stato tra i fautori della nascita del CRC, Centro Ricerche Cagiva, del quale è stato prima è direttore e poi dal 1997 anche amministratore delegato. L'addio nel nel 2008, quando arrivano gli americani dell’Harley-Davidson.

Tra le sue moto stradali la prima è la Bimota HB1 750 realizzata nel 1973 che ha dato il via a tutta la serie Bimota. La SB2 750 (1977), KB1 900 (1978) e poi 1000, SB3, KB2 500, HB2 900, KB3, SB4, HB3 1100. Del 1985 la Cagiva Aletta oro 125, e l’anno la Ducati Paso 750, la prima stradale con carrozzeria integrale. E ancora la Freccia C9 125, la C10 nel 1988 e nel 1990 la favolosa Mito. L’innovativa Ducati 916, secondo molti appassionati il più grande capolavoro di Tamburini, arriva, poi, del 1993; senza dimenticare la 748 del 1995, la Cagiva Canyon 900 del 1996. Ci sono anche le moto marchiate MV: nel 1997 la F4 750 Oro e l’anno dopo la S, nel 2000 la Brutale Oro seguita dalla S, nel 2002 la F4 1000 Ago, nel 2007 la F4 1078 Claudio Castiglioni, fino alla Husqvarna STR 650 Super Motard.

Vale la pena ricordare anche le moto da corsa da lui progettate: la Paton 500 del ’73, le Bimota YB1 250 e 350, HD1 250, HD 350 e 500, fino alla Bimota SB1 500. E ancora la Morbidelli 250 di Giacomo Agostini, poi le YB2 e YB3 250 e 350, la Suzuki 500 GTA del team Gallina con lo sterzo indiretto e progressivo, la Cagiva 500 GP, di Mamola. Con le sue moto hanno corso Giuseppe Elementi, primo pilota Bimota, e ancora Cecotto, Villa, Matteoni, Paci, Eckerold, Ferrari, Lucchinelli, Uncini, Fogarty, Bayliss, Scassa.

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