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Vintage - Alfa Romeo Giulietta

Per molti giovani dire Giulietta significa alludere ad una vettura media di segmento C che la casa automobilistica ha messo in commercio durante l'anno trascorso: una hatchback due volumi Premium che ha sostituito la fortunata Alfa Romeo 147 e che – spera il management del brand e del Gruppo Fiat – dovrebbe garantire, nel passare dei mesi, un buon successo commerciale. Ma non è questo ciò di cui vogliamo parlarvi oggi: Alfa Romeo Giulietta, infatti, non è un nome moderno e non ha in nessun modo un suono inedito: apparteneva già alla storia della casa automobilistica del Biscione (escludendo il fatto che il brevetto del vocabolo spetta al drammaturgo Shakespeare) ed esattamente ad una famiglia di veicoli della metà del secolo scorso.

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Alfa Romeo Giulietta (da non confondere con la coupé Alfa Romeo Giulietta Sprint) è una berlina che il brand del Gruppo Fiat commercializzò tra il 1955 ed il 1965: ne produsse, approssimativamente, 132mila esemplari: all'epoca, era un successo abbondante, un risultato di gran lunga positivo. Soprattutto per il fatto che la tre volumi Giulietta era un modello confezionato proprio per permettere ad Alfa Romeo di risalire da un periodo negativo.

Alfa Romeo Giulietta venne presentata al Salone dell'Automobile di Torino, nel 1955, e venne assemblata sempre nello stabilimento di Milano (impianto “Del Portello”): le due città sono molto importanti nella storia del brand italiano, tanto che oggi una vettura ne porta entrambi i nomi (Alfa Romeo MiTo = Alfa Romeo Milano Torino). La nuova Giulietta si fece subito apprezzare per la potenza e, contemporaneamente, per i consumi contenuti, per l'efficienza dell'impianto frenante, per la capienza dello spazio di carico e per il prezzo allettante (e relativamente basso).

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La linea della carrozzeria era simile a quella della coupé Giulietta Sprint: tratti semplici, minuti, forme rotondeggianti, immediate, poco elaborate, tratti magri, composti; Alfa Romeo Giulietta si è imposta, nel tempo, proprio per questa ragione: era una vettura personale, ma senza arroganza. La berlina Giulietta era equipaggiata con un motore benzina 1,3 litri, quattro cilindri in linea, in grado di produrre 50 cavalli e abbinato ad una trasmissione manuale al volante a quattro rapporti. Non fu, però, l'unica declinazione di questo propulsore: la sportiva Giulietta TI (Turismo Internazionale) poteva disporre di 65 cavalli, oltre che di una particolare decorazione estetica (che nettamente la differenziava).

Nel 1959, la casa automobilistica presentò la versione restyling di Alfa Romeo Giulietta, con alcuni mutamenti di carattere estetico (prettamente), tanto all'interno dell'abitacolo, quanto all'esterno (sulla carrozzeria). Nel 1961 debuttò un secondo maquillage: in questo caso, la versione TI di Alfa Romeo Giulietta veniva potenziata a 74 cavalli (fatto che le permetteva di raggiungere la velocità massima di 160 chilometri orari). Nel frattempo, nello stesso anno, si festeggiava la costruzione del centomillesimo esemplare (a battezzare il traguardo fu l'attrice Giulietta Masina).

Nel 1964/1965, un altro nome storico della leggenda Alfa Romeo sostituì Giulietta: Alfa Romeo Giulia. Soltanto sul mercato: nei cuori, infatti, il nome del personaggio di Shakespeare rimase impresso a fuoco. A tal punto che, da pochi mesi, è tornato in auge. È tornato a far sognare schiere di appassionati.

Foto: Wikipedia

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