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Aston Martin Cygnet, vendite basse

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La casa automobilistica britannica Aston Martin ha messo in piazza i problemi che sta riscontrando con la nuova Cygnet, l'utilitaria compatta da 39.500 euro che si presenta come alternativa raffinata ed altamente esclusiva di tutte le citycar di segmento A già esistenti sul mercato: Ulrich Bez, Amministratore Delegato dell'azienda britannica di Gaydon, ha annunciato che le vendite non stanno dando i frutti sperati. Ma ha anche additato la responsabilità di questo momentaneo flop (o forse duraturo?).

Il manager della casa automobilistica britannica ha specificato che chi cerca la nuova Aston Martin Cygnet (cioè la stessa fascia di clienti che si rivolge al brand per una o più supercar e che sceglie la piccola citycar come seconda o forse terza auto, pur sempre esclusiva) è abituato ad entrare da un rivenditore (ufficiale, prego) con abbondanti desideri ed uscirne già armato di vettura, senza dover aspettare i comuni tempi di attesa (come invece fa il volgo). Il costruttore, tuttavia, non riesce a produrre abbastanza Aston Martin Cygnet per soddisfare questo particolare meccanismo (vado-vedo-compro) e quindi perde una fetta interessante di clientela. Non sarebbe dunque colpa della linea, piuttosto simile a quella di Toyota iQ (che ne è la base e che è al contrario molto poco esclusiva), e neppure del prezzo, eccessivo.

Ulrich Bez ha inoltre voluto scagliarsi contro i detrattori, che hanno criticato aspramente la vettura dato che si tratta di una Toyota iQ rimarchiata (con qualche ritocco estetico): secondo il manager è invece un interessantissimo prodotto, in grado di farsi apprezzare nel traffico cittadino delle metropoli più alla moda.

Sarà, ma in questo tempo di recessione, un modello simile ha davvero poco spazio: spendereste 39.500 euro per una vettura lunga neppure tre metri che parla con accento giapponese?!

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