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Attenzione alla truffa della corda, l'ultima tecnica per rubare le auto

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Le tecniche utilizzate da ladri professionisti per portar via la macchina al malcapitato di turno (persino quando lo stesso è al volante) si evolvono di anno in anno, anzi possono cambiare da un giorno all’altro toccando punte forse inarrivabili di “diabolicità”.

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Ultima in ordine cronologico e talmente pericolosa da imporre la massima attenzione a tutti i potenziali interessati, la trovata della corda tesa da un estremo all’altro della carreggiata che specialmente a tarda sera può giocare un brutto scherzo a qualsiasi automobilista, con particolari rischi nelle città a più alto tasso di furti come Napoli.

Secondo quanto segnalato pochi giorni fa da un cittadino del capoluogo campano alla Polizia di Stato alla luce dell’esperienza vissuta in prima persona nella zona dei Campi Flegrei, gruppi di rapinatori si sarebbero organizzati per rubare auto con tale escamotage, approfittando della discesa temporanea dal mezzo del conducente alle prese con un impatto improvviso e dalle misteriose cause.

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L’episodio in questione si è fortunatamente concluso in maniera deludente per i ladri, grazie alla prontezza di riflessi della persona sorpresa dalla trappola del filo teso dalla “mano invisibile” dei malviventi: dopo la frenata imposta dall’urto con la corda, la vittima del tentativo di furto è riuscita a fuggire con un brusco colpo di pedale, salvandosi dall’assalto della banda di balordi in avvicinamento dal bordo della strada.

Tutt’altro che casuale l’orario scelto, intorno alla mezzanotte, dagli ideatori del blitz che speravano di poter salire a bordo del veicolo intercettato al riparo da occhi indiscreti sfruttando al meglio il buio della notte nel cuore di Napoli.

Non sembra da sottovalutare, secondo fonti vicine alle forze dell’ordine alle quali fanno riferimento alcuni quotidiani nazionali che per primi hanno lanciato l’allarme, l’ipotesi dell’estensione di questa tecnica di rapina a macchia di leopardo in giro per l’Italia e in tempi anche brevi.

Pubblicato da Marco Franco - Profilo Google+ - Leggi più articoli di Marco Franco

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