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Auto diesel vietate a Parigi, la svolta dal 2020: il sindaco Anne Hidalgo annuncia "tolleranza zero"

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Una scelta impopolare, finalizzata ad abbattere le emissioni inquinanti nel giro di pochi anni orientando i consumi dei francesi, è stata annunciata dal sindaco di Parigi in carica Anne Hidalgo come parte di un programma ecologista in cantiere da qui al 2020.

Benzina in un’auto diesel: le possibili conseguenze di un errore al distributore

A dispetto delle abitudini dei suoi concittadini, in maggioranza proprietari di vetture a diesel e scettici rispetto a provvedimenti di riduzione degli spazi per la circolazione nel centro della metropoli, l’amministratrice parigina punterà sulla pedonalizzazione della Capitale per tutelare l’ambiente e valorizzare ancora di più la vocazione turistica di Parigi.

In sei anni, la rivoluzione promessa dalla Hidalgo dovrebbe tradursi nello stop totale alle macchine a gasolio salvo limitate e temporanee eccezioni, condizionando in misura significativa il mercato automobilistico transalpino, al quale la produzione di veicoli a motorizzazione diesel ha dato respiro per lungo tempo.

Soltanto nel 2013, le performance delle case costruttrici francesi si erano distinte per qualità e quantità con un milione e duecentomila immatricolazioni registrate in 12 mesi, in gran parte relative ad auto a basso consumo e impatto ambientale, frutto di un’importante lavoro di innovazione tecnologica come sottolineato dai detrattori del sindaco di Parigi.

(Divieto per le vetture a diesel dal 2010: proposta “rivoluzionario” del sindaco di Parigi)

Non mancheranno, anche alla luce del dato nazionale del parco macchine a livello nazionale, fondato per il 67% su auto a gasolio, critiche e azioni di contrasto contro l’istituzione dell’area pedonale e il contestuale divieto di circolazione per le vetture diesel.

Lo stesso esecutivo parigino di centrosinistra ha finora mostrato un occhio di riguardo per la fetta di mercato che Anne Hidalgo andrebbe a colpire col provvedimento annunciato, concedendo agevolazioni fiscali di vario genere ai possessori di tali veicoli specialmente al momento dell’acquisto.

In tempi di recessione e calo generalizzato dei consumi, peraltro, ulteriori passi indietro di uno dei settori chiave dell’industria transalpina potrebbero avere contraccolpi importanti sulla già traballante condizione di salute dell’economia in Francia.

Pubblicato da Marco Franco - Profilo Google+ - Leggi più articoli di Marco Franco

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