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Auto storiche? Sono le più vendute! Gran risparmio sulle assicurazioni auto

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Altro che metano e auto elettriche. Un modo per risparmiare sulla propria vettura è partire dai costi dell'assicurazione. Basta puntare sulla carta d'identità: no, non del pilota, ma dell'auto stessa. Fiat 500, Renault 4, Mini Minor, Citroen Diane o 2cv, Autobianchi A112: tutte pagano una RCA irrisoria, tra i 100 e i 170 Euro l'anno. La crisi crea le mode: e così, per le strade italiane, cresce la quota di automobili con oltre 20 anni d'età. Secondo i numeri dell'ACI, le vetture "vintage" oggi circolanti in Italia sono, in pochi anni, aumentate a dismisura: nel 2005 erano circa 2,5 mln, oggi oltre 4 mln.

Guai a chi dice che sono demodè...

Una vera e propria rivincita per le auto storiche. Come fare per risparmiare? Semplice, basta una certificazione e il costo si abbatte del 70-80%. In media 80 Euro ogni sei mesi, meno di un abbonamento ADSL. Una fortissima tentazione, soprattutto per chi vive e lavora in città e non ha necessità di effettuare grandi viaggi. Dopotutto, basta prendere un aereo e noleggiare una macchina non appena raggiunta la meta desiderata. Facile, no? Senza contare il fascino della gloriosa 2 Cavalli o della mitica Mini Minor. Una volta si faceva a gara per possederne una. La Mini era trendy, eccome.

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Pro e contro

Una vettura con oltre 20 anni di età avrà certamente consumi più elevati e una manutenzione più frequente. Le stesse macchine protagoniste dei caroselli per l'Italia Mundial del 1982 oggi hanno meno dispositivi di sicurezza attivi e passivi, e questo ne sconsiglia l'uso frequente e continuo. L'Asi gestisce il registro delle auto storiche: se nel 2001 i mezzi iscritti erano 55.000, oggi sono quasi 200.000. L'iscrizione costa mediamente 200-300 euro l'anno e il rinnovo sui 100-150 euro l'anno. Solitamente un club federato e abilitato a questo tipo di pratica ci mette circa 5 mesi ad espletare tutte le pratiche per dare alla vettura la certificazione di auto storica a tutti gli effetti.

Cosa dice la legge?

Fatta la legge, trovato l'inganno. Veniamo a spiegarci: gli elementi che determinano la storicità e l'interesse collezionistico di un'auto o moto sono indicati dall'art.63 della legge n. 342/2000. Tre le tipologie: veicoli costruiti specificamente per le competizioni; veicoli costruiti a scopo di ricerca tecnica o estetica; veicoli che rivestano un particolare interesse storico o collezionistico "in ragione del loro rilievo industriale, sportivo, estetico o di costume". Ecco l'inganno: tutte le vecchie utilitarie hanno fatto costume (le canzoni popolari lo testimoniano), per questa ragione non sarà difficile ottenere la tanto agognata iscrizione...

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