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Bollo auto e moto storiche, il punto della situazione regione per regione: chi sarà esente?

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di Raffaele Natali

Si profila un vero e proprio caos per tutti i contribuenti che entro il 31 gennaio dovranno provvedere al pagamento del bollo auto: i grandi dubbi che stanno attanagliando i cittadini italiani, riguardano le nuove norme relative alle auto e alle moto storiche che sono state inserite nella Legge di Stabilità. Secondo le regole introdotte, ogni esenzione del pagamento del bollo è stata cancellata per i mezzi ultraventennali, mentre è stata mantenuta solo per quelli dai 30 anni in su. Le tante perplessità sono riguardanti il fatto che questa è un'imposta regionale e le decisioni imposte dal Governo centrale non hanno trovato la completa adesione di tutti gli organi regionali: in alcune parti d'Italia, infatti, si sta manifestando la volontà di mantenere le agevolazioni anche per i mezzi che hanno tra i 20 e i 29 anni. Cerchiamo di fare chiarezza analizzando gli scenari che si presentano nelle diverse regioni:

Al momento l'unica che ha deliberato un nuovo regime per i veicoli ultraventennali sembra essere la Basilicata: le tariffe sarebbero stabilite in base alla cilindrata:

  • 50 euro fino a 1000 cc
  • 100 euro da 1001 cc a 2000 cc
  • 200 euro sopra i 2001 cc

In Piemonte si è stabilito lo slittamento del pagamento del bollo al 28 febbraio: questo per cercare di avere maggiore tempo per gestire la situazione, aspettare un chiarimento da parte del Governo e trovare una soluzione definitiva.

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Diversa lo scenario che si presenta in Lombardia, Emilia Romagna e Veneto dove l'esenzione dovrebbe essere mantenuta, ma solo per le auto e le moto di interesse storico. Tutti i possessori degli altri mezzi ultraventennali dovranno pagare l'imposta.

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In Toscana si è invece deciso di introdurre una imposta ad hoc per i veicoli ventennali: al posto della tassa automobilista ordinaria, si dovrebbe pagare un'imposta di possesso stimata in 63 per le auto e 26,25 euro per le moto.

Non trapelano interventi diversi invece per tutte le altre regioni: Abruzzo, Campania, Calabria, Lazio, Liguria, Molise, Puglia, P.A. Trento, Umbria, Valle D'Aosta, Friuli Venezia Giulia, Sicilia, Marche e Sardegna si sono allineate a quanto disposto dalla Legge di Stabilità. Si tratta di una situazione in continuo divenire: nei prossimi giorni cercheremo di garantire tutti gli aggiornamenti qualora se ne presentassero.

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