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Come lavare la moto? Sembra facile

Ci viene in mente il classico uomo medio americano, che alza la porta del garage e dedica un paio d'ore di una domenica qualunque alla cura certosina della propria due ruote, vecchia o nuova che sia. L'importante è che sia sua. Il "come lavare la moto" è pratica complicata, non bastano acqua e sapone e uno straccio morbido...

Lavaggio

Il problema è quello: come lavare la moto? Partiamo. Cosa occorre? Una pella di daino, shampoo neutro per carrozzerie, spray lavamotore, tubetto di polish per cromature (consigliato quello delle concessionarie Harley), barattolino di grasso per contatti elettrici, grasso per catene, due spugne, un panno tipo Vileda, ovatta, giornale, rotolo di nastro adesivo, busta tipo immondizie, alcuni elastici, un secchio e un pennello. Sembrano quasi gli ingredienti di un complesso e laborioso piatto di portata.

Cosa fare per prima cosa? Molte moto non hanno il cavalletto centrale, quindi l'ideale sarebbe avere in dotazione un cavalletto posteriore, se possibile anche uno anteriore. Sollevando in questo modo la moto, abbiamo praticamente libera tutta la moto, e guadagniamo anche qualche cm in altezza che non guasta mai!

Il grande Totò diceva "lavatura, imbiancatura e stiratura". Poco ci manca. In questo caso il lavoro si dividei n due fasi: lavaggio e asciugatura.

Muniti di pennello cominciare a spruzzare il liquido lavamotore sul motore e sui punti in cui ci sono accumuli di grasso e sporcizia. Una volta spruzzato il lavamotore per benino, aspettare qualche secondo, quindi ripartire con il pennello per raggiungere gli anfratti. Ciò fatto, mano al tubo dell'acqua. Con la sola acqua bagnare tutta la moto eliminando la polvere. Arrivati al motore, darci sotto con il pennello rimuovendo con cura tutto il liquido lavamotore. Adesso si passa allo shampoo: la giusta quantità nel secchio da diluire in acqua. Sotto con la spugna senza strofinare con troppa energia. Rapido risciacquo e, se necessario, secondo passaggio di shampoo. Sì, proprio come facciamo spesso con i nostri capelli.

Asciugatura

Rimuovere col panno Vileda l'eccesso d'acqua, rimuovere i foglietti di plastica e pulire per bene le parti che erano coperte. Quindi si passa alla pelle di daino: asciugata la moto (avendo cura di aprire il tappo del carburante e lustrando anche la parte di serbatoio coperta), si scopre invariabilmente che ci sono punti (fra questi lo snodo del cavalletto) ancora sporchi. La missione è raggiungerli e pulirli. Adesso bisogna intervenire contro l'umidità. Mano al CRC: spruzzarne un pochino dentro tutte le serrature e nei contatti elettrici. Verificare quindi la tenuta dell'interruttore dello stop collegato al pedale del freno posteriore e gratificarlo con una boccata di CRC. Quindi passare un velo sottilissimo di vaselina sui cavi elettrici in gomma tirandolo per bene con lo straccio. Mettere un poco di vaselina anche sui contatti della batteria, possibilmente con un pennellino per arrivare dappertutto senza eccedere in quantità. Prestare grande attenzione quando si usano lubrificanti di ogni genere nei pressi delle ruote. Bisogna evitare a tutti i costi di mettere del grasso sui dischi dei freni...

C'è la cera!

Per la cera si consiglia l'uso del Synpol. Si può passare anche su parabrezza e fari perché elimina definitivamente gli insetti. Appena si asciuga bisogna munirsi di ovatta e lustrare a fondo. Avendo preso la mano, si comincia a passare il polish per le cromature. Il funzionamento della crema è sempre lo stesso: si spande con movimenti rotatori, si lascia asciugare e quindi si lucida con l'ovatta. Quando è tutto pulito bisogna fare una cosa: passare il grasso sulla catena. Si può evitare il peggio avendo cura di spandere bene il grasso con un pennellino, evitando grumi e ammassi che si trasformano in comete di morchia. Ecco come lavare la moto.

Notate bene: la moto non è allergica all'acqua, è costruita per essere usata anche quando piove. Un buon lavaggio, oltre che esteticamente, preserva la moto da eventuali danni, (salsedine, oli, etc.) e, soprattutto, ci permette un costante controllo del mezzo.

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