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Demolizione auto: un'attività redditizia

  • maschioautodemolizioni.com
  • recferautodemolizioni.it

Dove finiscono materialmente le auto che vengono rottamate? Chi si occupa di recuperare i pezzi e i ricambi ancora funzionanti? E da chi e come sono smaltite le parti e i rifiuti che non possono più essere utilizzati? Per tutte queste domande c'è una sola risposta: l'autodemolitore. Se il lavoro vi interessa, possedete un terreno e avete messo da parte un gruzzoletto da investire, ecco alcuni cose da sapere per aprire un'attività di demolizione auto.


L'autodemolizione: che cos'è e che cosa fa
L'autodemolizione è un'impresa che si occupa di ritirare auto, ma anche moto, furgoni, motrici, camion usati o incidentati da privati, aziende e rivenditori, provvedendo il più delle volte anche al trasporto in loco dei mezzi. Prima di rottamare e stoccare questi ultimi in appositi depositi, recupera le parti e i ricambi in buono stato per commercializzarli successivamente. L'autodemolizione, infine, ha anche il compito di smaltire i pezzi e i materiali esausti potenzialmente pericolosi e/o inquinanti.


Burocrazia e permessi: le cose da sapere
Aprire un'autodemolizione da un punto di vista strettamente burocratico è piuttosto complesso, perché l'attività è strutturata e spazia in settori diversi (raccolta, trasporto e stoccaggio carcasse, stoccaggio e smaltimento rifiuti liquidi e solidi, commercializzazione di parti e ricambi). In linea generale tuttavia la documentazione di base necessaria è la seguente:

  • iscrizione al CCIAA (Albo gestori ambientali), in adempimento al D.P.R. 915/1982 - Leggi regionali - D.Lgs. 22/1997 art. 30;
  • rilascio dell'autorizzazione da parte di Provincia e Comune per il deposito o centro raccolta carcasse automezzi, in adempimento al D.P.R. 915/1982 - Legge 8.8.1985 n°443 - Leggi regionali - D.Lgs. 22/1997 art. 30.
Se oltre a raccogliere e stoccare i rottami si ha intenzione di venderli, i passi da fare sono diversi a seconda che la vendita sia al dettaglio o all'ingrosso. Nel primo caso bisogna provvedere a effettuare anche la DIAP (dichiarazione di inizio attività produttiva ad effetto immediato) presentando presso il comune di competenza il modello A e la scheda tecnica 1 se l'esercizio è nuovo o trasformato oppure il modello B se l'esercizio è in subingresso, in ottemperanza al D.Lgs.114/98 - D.R.Lombardia 7813/2008 - D.d.c.regionale n°790/2009. Nel secondo caso invece è richiesta l'autocertificazione sempre presso il CCIA del possesso dei requisiti morali per l'esercizio della professione (D.Lgs.114/98). Oltre a ciò è necessario aprire Partita Iva come ditta individuale o come società. Per maggiori informazioni si consiglia di prendere contatto con la Confederazione Autodemolitori Riuniti (CAR), carautodemolitori.it.


Attrezzatura e spazi
L'autodemolizione richiede attrezzature e strutture specifiche. Intanto bisogna mettere in conto l'acquisto di un appezzamento di terra e poi la costruzione di capannoni e aree di stoccaggio. Le normative ambientali vigenti impongono che tutto il terreno dove sorge l'attività sia cementato e che le acque reflue e di scolo - comprese quelle piovane - siano depurate prima di essere reimmesse in circolo. Per quanto riguarda gli attrezzi, sono necessari uno o più carroattrezzi, un ragno, una pressa e una compattatrice.


Attività e guadagni
Se l'autodemolizione si occupa esclusivamente di ritirare, compattare e stoccare i mezzi, il guadagno netto mensile stimato è di circa 4 mila euro, mentre se si affianca anche il commercio di ricambi e parti usate è possibile arrivare a circa 12 mila euro netti al mese di guadagno. Questa seconda attività oltre che in modo tradizionale può anche essere effettuata online sul sito dell'azienda, oppure su portali specifici ed eBay.

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