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Ducati Diavel: diabolicamente vostra

La casa motociclistica italiana Ducati passa ai tedeschi di Audi per 860 milioni di euro. La notizia ci tocca, di più rispetto a quando Zola e Vialli decisero di andare a giocare in Inghilterra. Il marchio non muore, almeno per ora, e non muore quanto di bello ha prodotto. La Ducati Diavel non è una cruiser e nemmeno una custom. Forse una naked. Un diavolo, di sicuro.

Un profilo muscolare

Come con la Monster, Ducati torna ad esplorare nuovi concetti: la Diavel piega come una vera sportiva. Una moto dalla spiccata personalità, e con uno studio del design approfondito. Alla Ducati dicono che le linee della Diavel hanno un "profilo muscolare", con un anteriore che suggerisce la potenza di un atleta pronto a scattare ai blocchi di partenza. Da notare le piastre di sterzo dall'inusuale taglio orizzontale, gli indicatori di direzione a LED, così come la luce di posizione e quella della targa. Pure le pedane completamente retrattili e il maniglione passeggero a scomparsa sono particolari che denotano una cura notevole verso ogni singolo componente.

La Diavel si guida meglio del previsto, anzi molto meglio; forse è la Ducati più convincente degli ultimi anni, almeno per l'equilibrio che sa trasmettere al pilota sin dai primi metri. Prezzi? 16.990 euro per la standard e 19.990 per la Carbon.

Il Testastretta eroga 162 CV e 13 kgm di coppia e ha due radiatori laterali e una pompa dell’acqua con un diametro di 64 mm. I condotti di scarico sono sovradimensionati e hanno un diametro di 58 mm. L’impianto di scarico utilizza uno schema 2-1-2 e termina nei due silenziatori a cannone sovrapposti. L'avantreno, sino ad ora ben piantato a terra, decolla con facilità, mentre quando non lo fa è solo perchè state arricchendo la segnaletica a terra con emblematiche strisce nere: divertente, molto impegnativa e, soprattutto, molto Ducati.

A proposito di angolo di incrocio

Il propulsore è stato aggiornato nei condotti di aspirazione e di scarico e ha una nuova curva di erogazione, studiata per essere lineare, ma anche offrire tanta coppia ai bassi regimi. La Ducati Diavel ha l'acceleratore elettronico di tipo ride by wire. Per avere una maggiore fruibilità della potenza e una guida più fluida, i tecnici hanno rivisto l'incrocio delle valvole. L'angolo di incrocio è l'intervallo di rotazione dell'albero motore (misurato in gradi) durante il quale le valvole di aspirazione e di scarico rimangono aperte simultaneamente. Tale incrocio si verifica tra la fine della fase di scarico e l'inizio della fase di aspirazione.

L'impianto frenante utilizza all'anteriore un doppio disco flottante da 320 millimetri su cui agiscono due pinze ad attacco radiale della Brembo a quattro pistoncini, mentre al posteriore il disco è singolo da 265 millimetri ed è azionato da una pinza a due pistoncini, sempre di produzione Brembo. Magica bellezza di un design sofisticato e innovativo. Sorprendente seduzione di forme muscolari così agili e maneggevoli. Stupore per 162 CV sempre sotto controllo dei tre Riding Mode e del Ducati Safety Pack (ABS + Ducati Traction Control). Una magia che solo Ducati può creare.

Vuoi vedere che...

La leggenda vuole che qualcuno, osservando il posteriore della moto, abbia esclamato "ignurànt comm’ al diavel" (cattiva come il diavolo). Da qui il nome (Ducati) Diavel. Questo aneddoto ricorda quello che accade quando alcune persone videro la nuova (per allora) Lamborghini. Qualcuno esclamò "cuntàcc", che poi tradotto dal dialetto piemontese sarebbe come dire "accidenti" o, in ogni caso, è un'espressione di stupore, e si trovò un nome alla arcinota Lamborghini Countach. Analogie.

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