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Eco-incentivi auto 2013: flop, 35 milioni non utilizzati dalle aziende

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Elettriche e ibride plug-in non convincono. Almeno in Italia. E così a tre mesi dalla partenza, il 14 marzo scorso, gli eco-incentivi previsti dalla Legge Sviluppo n. 134/2012, restano lì. Dei 39,4 milioni di euro erogati per il 2013, circa 35 milioni sono ancora disponibili.

Non si tratta degli incentivi per i privati, esauriti in pochi giorni, ma quelli alle aziende: tassisti, servizi di noleggio con conducente, e così via.

Colpa delle regole per la rottamazione, troppo rigide a detta di quelli che dovevano essere i beneficiari. Dunque i soldi restano lì in un momento di forte contrazione per il mercato, mentre è già previsto per il prossimo biennio 2014-2015 un ulteriore stanziamento di 80 milioni di euro, sempre con le stesse modalità.

“Il vincolo di rottamare un veicolo di almeno 10 anni è eccessivamente rigido: oggi la vita media di un veicolo, anche di una piccola e media impresa, è di 4-5 anni. In pochi hanno nella loro flotta una vettura di oltre 10 anni da rottamare per ottenere l'incentivo. Per le elettriche c'è poi, soprattutto in un periodo di crisi come questo, il problema del prezzo di listino: 5.000 euro di incentivo sono tanti ma ancora non sufficienti”, ha spiegato Pietro Teofilatto, dell'Associazione Nazionale Industria Autonoleggio e Servizi Automobilistici).

Gli eco-incentivi 2013 sono, dunque, ancora disponibili per l'acquisto di auto a gas (Gpl e metano), elettriche e ibride(niente diesel e benzina) con emissioni di anidride carbonica fino a 120 g/km. I circa 40 milioni di euro messi a disposizione equivalgono, se si ipotizza un contributo medio di 2.500 euro diviso tra stato e venditore, ad appena 32 mila macchine, disponibili fino a esaurimento “scorte”.

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