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Eludere Superbollo auto: boom di "targhe estere"

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Boom di targhe estere: non per un'improvvisa pulsione di esterofilia dei nostri connazionali ma semplicemente per eludere il pagamento del superbollo. Sono numerosissimi, ormai, i siti in rete che consigliano e spiegano nei minimi dettagli come reimmatricolare le auto all'estero in barba al superbollo e al redditometro, per aggirare il caro-Rc auto e i controlli sulle infrazioni stradali.

Come segnala il "Sole 24 Ore" molti hanno deciso di vendere o rottamare le proprie supercar, altri che invece ancora possono permettersi l'acquisto di questi bolidi hanno deciso di noleggiarle all'estero. Una tendenza che, però, resta stabile all'1% secondo i dati dell'Aniasa (l'Associazione Nazionale Industria dell'Autonoleggio e Servizi Automobilistici). C'è pure chi simula la vendita a un commerciante di veicoli, per garantirsi esenzione dal bollo e dal superbollo.

Ma davvero in tanti seguono le indicazioni della rete e reimmatricolano l'auto all'estero, soprattutto in Germania o in Paesi dell'Est. In particolare in questi ultimi, l'assicurazione ha costi minimi, causando non pochi problemi in caso di compensazioni per incidenti. Una tecnica portata avanti alla luce del sole: sul web centinaia di siti spiegano come fare, così si puà scoprire che non è nemmeno necessario portare la vettura all'estero, ma bastano soltanto i documenti. Un'operazione discutibile, certo ma che, sempre secondo quanto chiarisce il quotidiano economico, secondo l'agenzia delle Entrate non va segnalata (risoluzione 344/E del 5 agosto 2008).

L'unico intoppo, specificano ancora i siti web specializzati in materia, sarebbe l'articolo 132 del Codice della strada che consente ai veicoli con targa e carta di circolazione estera di restare in Italia al massimo per un anno. Ma come accade spesso basta poco per trovare il "buco" nella norma: basta trovare una targa provvisoria tedesca, che non comporta l'emissione della carta di circolazione, e che scade dopo tre, nove o 12 mesi (in base al costo di 1.900, 2.250 o 2.950 euro). Ma con 750, 1.100 e 1.900 euro è possibile rinnovarla in nome della libertà di circolazione in Europa.

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