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La Ford EcoBoost

Forse conseguenza della possibile, futura concorrenza di autovetture a trazione totalmente elettrica con adeguate prestazioni, le case automobilistiche che producono motori endotermici hanno aguzzato l’ingegno. Infatti, alcune si esse, hanno stanziato risorse per produrre motori sempre più efficienti. La Ford, con il suo EcoBoost, si è distinta in modo particolare, negli ultimi anni, nella corsa allo sviluppo di motori a scoppio avanzatissimi ma economici.

Piccolo è bello

Semplificando, il concetto, anzi, i concetti che ruotano attorno ai motori Ford EcoBoost, coperti da numerosi brevetti (125) sono 3:

  1. Innanzitutto l’uso del turbocompressore, che consente, sfruttando l’energia che rimane nei gas di scarico, di sovralimentare il motore con volumi d’aria superiori a quelli che potrebbero avere nella versione “aspirata”. Il risultato è un aumento di potenza e di efficienza del motore stesso.
  2. Lo sfruttamento dell’iniezione diretta al posto del classico, vecchio carburatore, implementata in modo da dosare in modo perfetto la miscela aria-benzina in funzione delle varie condizioni di funzionamento. Gli iniettori a 6 fori sono in grado di presentare la benzina nella camera da scoppio con le caratteristiche migliori per il suo sfruttamento completo. Questo sistema consente una riduzione dei consumi a parità di potenza erogata che può arrivare al 25%.
  3. Nei motori EcoBoost è implementato anche un controllo particolarmente accurato delle valvole, chiamato doppia fasatura variabile, in grado di anticipare o posticipare l’apertura delle stesse rispetto alla posizione del pistone. Questo consente di ottimizzare le prestazioni al variare del numero di giri. Ancora una volta il risultato ottenuto è un aumento di efficienza dal sistema che consente di risparmiare carburante a parità di prestazioni.

Come quasi sempre succede nei sistemi ad alta efficienza, come sottoprodotto di un risparmio di energia si ha anche una riduzione delle emissioni nocive e quindi dell’inquinamento prodotto da questo motore, in grado di superare agevolmente le sempre più stringenti normative vigenti.

La più significativa applicazione del concetto EcoBoost la Ford l’ha ottenuta con il modello EcoBoost 1.0. Si tratta di un motore compattissimo, di soli 999 cc di cilindrata, in grado di erogare fino a 125 cv. Questo motore utilizza un inusuale sistema a 3 cilindri, con soluzioni tecniche che permettono di ridurre, se non annullare, le critiche principali rivolte a questo tipo di soluzione: la rumorosità e le vibrazioni. Con sistemi come il volano a massa eccentrica e lo sdoppiamento delle alimentazioni, la Ford è riuscita nell’obiettivo di realizzare un motore economico a 3 cilindri che non fa rimpiangere quelli a quattro.

L’economicità di questo motore è ben evidenziata dal fatto che si risparmiano ben 1.500 euro rispetto a un equivalente motore diesel. Inoltre, grazie alla ridotta potenza fiscale (12 CV) si risparmia anche in bollo e assicurazione.

Per tutti questi motivi il motore EcoBoost 1.0 ha ottenuto nel 2012 e 2013 importanti riconoscimenti quali “Best New Engine” e “Best Sub 1-litre Engine”.

La roadmap Ford prevede di applicare i concetti EcoBoost anche su motori di cilindrata superiore, per cui, oltre all’EcoBoost 1.0, abbiamo l’1.5, l’1.6, il 2.0 e il V6 3.5.

Le autovetture

Le autovetture sulle quali è applicato l’EcoBoost 1.0 non si limitano alle “piccole”. Nonostante la cilindrata, la potenza erogata dal piccolo 999 cc è in grado di far muovere con agilità anche vetture di dimensioni decisamente importanti. Infatti, oltre alla Ford Fiesta, l’EcoBoost 1.0 è utilizzato sulla Ford B-Max sulla Ford Focus e sulla Ford C-Max.

Per modelli di dimensioni superiori o per chi desidera prestazioni più sportive, troviamo gli EcoBoost 1.6 e 2.0. Ad esempio, la Ford Kuga, cosi' come la sportiva Ford Fiesta ST, adotta l'1.6, mentre la e Ford Focus ST il 2.0 EcoBoost.

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