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Le cose che tutti fanno in macchina a parte guidare

Chi l’ha detto che la macchina è soltanto un mezzo di trasporto? Dentro un abitacolo si consumano frammenti di vita irripetibili, si vivono esperienze che restano marchiate sulla propria pelle, si entra in contatto con il proprio io come neanche in una seduta di Yoga tantrico. Non ci credete? Date un’occhiata a quello che buona parte della popolazione fa dentro l’auto (a parte guidare) e vedrete che, in mezzo, ci siete anche voi.
MANGIARE COME SE NON CI FOSSE UN DOMANI: La fame chimica che prende nel momento in cui ci si allaccia la cintura di sicurezza è un fenomeno a cui Piero Angela e Roberto Giacobbo dovrebbero dedicare un paio di speciali. L’aggravante è poi rappresentata dall’acquisto del pane per la cena. Lo si compra e lo si mette di lato, a pochi centimetri. Entro settecento metri non ci sarà più neanche una briciola. Anche perché, e questa è una vera e propria regola, in macchina si mangiano solo cose che fanno molte, moltissime briciole. Giusto per ottenere quell’effetto sporcizia. Tanto poi ci si spacca la schiena con l’aspirapolvere portatile…
SOGNARE DI ESSERE SUL PALCO DI X FACTOR: Ammettetelo che almeno una volta l’avete fatto anche voi. Vi parte la canzone preferita in radio e in un attimo siete con tutti gli occhi puntati addosso e un pubblico pronto ad applaudirvi. Osate acuti, tirate fuori le migliori doti interpretative con espressioni contratte dal dolore, a volte – quando siete davvero ispirati – fate pure dei movimenti con le mani e mimate un accenno di coreografia. Cantante così da forte da farvi saltare le corde vocali, provate a capire quanta eco può produrre l’abitacolo della macchina, vi liberate di tutto il vostro estro artistico e avete anche l’impressione di essere davvero bravi. Vi chiedete come mai non è stata questa la vostra strada, come mai non siete su un palco. Fino a quando vi accorgete che dalla macchina accanto vi guardano come se foste dei poveri pazzi pericolosi. E in fondo lo siete. Lo siamo tutti.
SOGNARE DI ESSERE SUL PALCO DI X FACTOR: Ammettetelo che almeno una volta l’avete fatto anche voi. Vi parte la canzone preferita in radio e in un attimo siete con tutti gli occhi puntati addosso e un pubblico pronto ad applaudirvi. Osate acuti, tirate fuori le migliori doti interpretative con espressioni contratte dal dolore, a volte – quando siete davvero ispirati – fate pure dei movimenti con le mani e mimate un accenno di coreografia. Cantante così da forte da farvi saltare le corde vocali, provate a capire quanta eco può produrre l’abitacolo della macchina, vi liberate di tutto il vostro estro artistico e avete anche l’impressione di essere davvero bravi. Vi chiedete come mai non è stata questa la vostra strada, come mai non siete su un palco. Fino a quando vi accorgete che dalla macchina accanto vi guardano come se foste dei poveri pazzi pericolosi. E in fondo lo siete. Lo siamo tutti.
PARLARE DA SOLI: In auto si parla tantissimo, specie da soli. Si provano quei discorsi che dovete fare al capo per farvi valere, quelle frasi che dovete dire al vostro lui o alla vostra lei per farvi perdonare. Si ripetono esami da dare all’università, presentazioni. Si pensa ad alta voce, ci si chiede cosa cucinare per cena e non si contano i “Mah”, “Ma io non lo so”, “No vabbè” e tutte quelle piccole frasi che servono a chiudere i vostri pensieri. C’è anche chi parla facendo finta di essere uno speaker della radio ma qua siamo già al limite del TSO…
TRUCCARSI: A voi non serve un grande specchio con tanto di luci intorno come nei camerini delle grandi star. Vi basta un piccolissimo e lercio specchietto retrovisore delle dimensioni di 4 centimetri quadrati per mettere su un make up che manco Diego Della Palma negli anni d’oro. Il rossetto va per la maggiore, le donne che si mettono l’ombretto non si contano. Poi ci sono anche le temerarie che provano a mettere la matita negli occhi (che è un po’ lo stesso pericolo che corrono quotidianamente gli stuntman di Daniel Craig in 007). Lo si fa velocemente, con quel brivido e quella consapevolezza che, alla meglio, si potrebbe avere una cornea in meno (ma su un occhio perfettamente truccato).
SFOGARE LA RABBIA REPRESSA: C’è chi va dallo psicanalista e chi si iscrive a Kick Boxing. Poi, invece, ci sono quelli che per sfogare tutto l’odio accumulato nella giornata fanno un giro in macchina. Se anche voi fate parte della categoria allora il vostro volante avrà preso più cazzotti di Mike Tyson. Se siete a uno stadio avanzato ve la sarete presa tantissimo anche con il sedile passeggero (l’effetto terapeutico che hanno i pugni violenti contro il sedile vuoto non si spiega neanche). Poi ci sono invece quelli che aggrediscono il clacson a cui si attaccano anche se l’auto davanti non parte entro 0.7 millesimi di secondo dopo lo scattare del verde…
SFOGARE LA RABBIA REPRESSA: C’è chi va dallo psicanalista e chi si iscrive a Kick Boxing. Poi, invece, ci sono quelli che per sfogare tutto l’odio accumulato nella giornata fanno un giro in macchina. Se anche voi fate parte della categoria allora il vostro volante avrà preso più cazzotti di Mike Tyson. Se siete a uno stadio avanzato ve la sarete presa tantissimo anche con il sedile passeggero (l’effetto terapeutico che hanno i pugni violenti contro il sedile vuoto non si spiega neanche). Poi ci sono invece quelli che aggrediscono il clacson a cui si attaccano anche se l’auto davanti non parte entro 0.7 millesimi di secondo dopo lo scattare del verde…
CALMARSI: La macchina, oltre al luogo in cui sfogare la rabbia, è anche il luogo per eccellenza in cui calmarsi. Milioni di bambini si sono addormentati sul sedile posteriore con un semplice giro in macchina, milioni di adulti hanno cercato di schiarire i pensieri guidando senza meta seguendo solo l’orizzonte. In fondo, il lieve rumore del motore, lo scorrere ovattato della vita all’esterno o la propria canzone preferita in uscita dall’autoradio sono calmanti incredibili.
FARE ALL’AMORE Quanti amori sono iniziati tra il freno a mano e il cambio? Quanti figli sono stati concepiti nei sedili posteriori? Ma soprattutto, quante lussazioni, infiammazioni del nervo sciatico, slogature e contratture più o meno gravi si sono palesate all’interno del vostro abitacolo. La macchina resta, quasi più del letto, il posto dove consumare un rapporto più frequentemente. C’è chi si spoglia del tutto, calzini compresi, e chi non si abbassa neanche i pantaloni. C’è chi si apparta in location desolate e tetre come set da film horror e chi fodera i finestrini con i volantini della spesa e i giornali facendo un lavoro degno del miglior imbianchino. Ognuno ha la sua tecnica per l’ “amore fast food” su 4 ruote…
FARE PULIZIE DI PRIMAVERA: Ma volete mettere il piacere di esplorare il proprio corpo, in una sensazione a metà tra il piacere fisico e quello mentale, nella solitudine del vostro abitacolo? In poche parole: scaccolarsi! Chiunque, almeno una volta nella vita, si sarà perso nel silenzio ovattato della propria vettura, avrà infilato un dito dentro e avrà ravanato fino a toccarsi il cervello. Poi, con la faccia soddisfatta di chi a fine lavoro ha conseguito un importante vittoria, si è accorto di avere accanto una famiglia del Mulino Bianco pronta a dare di stomaco.
PERDERSI NEL NULLA COSMICO Si tratta di una cosa estremamente pericolosa da fare (non provatelo a casa signori!) ma, almeno una volta nella vita, chiunque si sarà perso completamente nei propri pensieri mentre si trova sparato in tangenziale. Il rischio concreto è quello di finire nel programma di Real Time “101 modi per morire” specie se fate parte di quella parte di popolazione che, invece di restare qualche secondo soprappensiero, fa dei veri e propri viaggi astrali in cui si stacca dal proprio corpo…
PERDERSI NEL NULLA COSMICO Si tratta di una cosa estremamente pericolosa da fare (non provatelo a casa signori!) ma, almeno una volta nella vita, chiunque si sarà perso completamente nei propri pensieri mentre si trova sparato in tangenziale. Il rischio concreto è quello di finire nel programma di Real Time “101 modi per morire” specie se fate parte di quella parte di popolazione che, invece di restare qualche secondo soprappensiero, fa dei veri e propri viaggi astrali in cui si stacca dal proprio corpo…

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