Excite

Guida ai primi modelli Vespa: in principio fu Paperino

La leggenda, la storia, il mito. Questo è, in tre parole, il begin della Vespa Piaggio. Un brand fresco che viene da lontano e ha ancora oggi un futuro brillante. La due ruote ideale per giovani e meno giovani, sportiva ed elegante. Dagli anni '40 ai '70 ecco, di seguito, una esauriente guida ai primi modelli Vespa.

Il primo ventennio (1940-1960)

Una guida ai primi modelli Vespa, dai primissimi anni '40 in poi. Partendo da Paperino. No, non c'entra il mitico Walt Disney. Si tratta del primo prototipo, la prima "pietra posata su strada". Era il 1943: il prototipo MP5 "Paperino" non era piaciuto ad Enrico Piaggio, il quale ne bloccò la produzione dopo i primi esemplari costruiti. In seguito il progetto venne affidato a Corradino D'Ascanio che disegnò la prima Vespa. 1946: dopo un nuovo, e più riuscito, tentativo (MP6), finalmente arriva la Vespa 98, primo modello di Vespa costruita su larga scala dalla Piaggio. Per la prima volta il logo Piaggio in sostituzione a quello aeronautico: cilindrata di 98 cc, 2 tempi, 3 marce, 3.2 cv a 4500 giri per 60 Km/h di velocità massima.

Sul finire del decennio spicca senza ombra di dubbio la Vespa 125, nelle versioni Base, Corsa e Circuito. Cilindrata 125 cc. Alla fine del 1947 Enrico Piaggio decide di cessare la produzione della Vespa 98 per essere rimpiazzata dalla 125, venduta poi anche sul mercato Italiano. Migliorato il cambio rispetto alla 98, aumentato l'alesaggio a 56.5 contro i 50 precedenti, facendo così lievitare la cilindrata a 125 cc, viene montato un ammortizzatore posteriore, adottata una nuova sella, nuovo fanale anteriore, viene istallato il cavalletto, laterale per i primi modelli e centrale per i successivi.

Gli anni '50 partono col botto, nel vero senso della parola! Siluro è, infatti, il curiosissimo e roboante modello del 1951: Vespa va alla conquista del più prestigioso record…il chilometro lanciato. Il 9 febbraio, tra il 10° e l'11° Km dell’autostrada Roma-Ostia: motore ricavato da un lungo cilindro in ghisa dove scorrevano due pistoni con moto contrapposto che in risalita formavano una camera di scoppio. E primato fu!

Il decennio prosegue con miglioramenti progressivi apportati alla versione 125 (base, sei giorni e U, che stava per Utilitaria), una sorta di restyling senza fine. Arriveranno, poi, la Vespa Hofmann, prodotta in Germania, (il modello fu denominato "Koenigin" ed era la Vespa con più accessori di serie. Molto simile ai modelli italiani, si distingueva per il colore oro e il doppio faro, sia sul parafango che sul manubrio); la Vespa 150 VN2T (motore 1 cilindro orizzontale, 2 tempi, cc 145.45, alimentazione a miscela al 5%, accensione a volano magnete, carburatore Dell'Orto TA 19C, Cambio 3 marce, peso 98 Kg e velocità 83 Km/h); due serie per la Vespa 150 GS (tra il 1955 e il 1958). A "chiudere" il decennio la Vespa 125 VNA: tra il '57 e il '59 un modello realizzato con due prefissi di telaio e in tre colori diversi. La prima serie VNA1T del 1957-58 è inizialmente di colore grigio, ma in un secondo tempo si preferisce un beige chiaro. La seconda serie, del 1959, con prefisso telaio VNA2T, adotta il nuovo motore a distribuzione rotante la cui lubrificazione è con miscela al 2% anziché al 5%.

Il ventennio...raddoppia: 1960-1980

Gli anni '60 sono certamente colmi di nuove versioni e nuovi modelli "da combattimento". Questo, perchè, col passare del tempo, l'offerta si è sì arricchita, ma soprattutto, impreziosita. Qualità adesso fa effettivamente rima con quantità.

Anni nei quali s'iniziano a vedere le prime Vespe che ancora oggi riusciamo a scorgere ad ogni angolo della strada: come dimenticare la mitica Vespa 50, la 125 Primavera ed il modello 180 Rally? Non possiamo dimenticarle, sono tutte qui. Senza dimenticare alcune chicche: come la Vespa 50 SS (Super Sprint). Questo modello di Vespa è stato prodotto solo per il mercato estero, dove il codice della strada non è così restrittivo come il nostro: ha una potenza superiore, pur mantenendo la cilindrata di 50 cc.

Quindi, 125 VNB del 1960. Poi, in rapida successione di produzione: 160 GS (1962), Vespa 90 e 150 GL (1963), Vespa 50 (1964), 180 Super Sprint (1965), 125 Primavera e 180 Rally (1968) e, infine, Vespa 150 Sprint Veloce (1969).

A cavallo tra '60 e '70 in qualcosa cambia, soprattutto per i giovani. I Lunapop ancora non esistono ma la loro musa ispiratrice è lì, pronta ad essere pescata nel mare delle due ruote. Stiamo parlando della 50 Special, il modello cult per un'intera generazione. Senza dimenticare (tra il 1970 e il 1975) la 50 Elestart, la 200 Rally e la super appetita 125 Primavera ET3 (accensione elettronica e tre travasi, certamente la Vespa più ambita dai ragazzi e di maggior successo in assoluto). Nel 1977 arriva la Vespa 125 PX, una moto "Nuova Linea" che non piacque a tutti per le sue forme squadrate. Tuttavia è quella rimasta in produzione per maggior numero di anni.

In bilico tra mito e leggenda

Se pensiamo alle due ruote per eccellenza, pensiamo alla Vespa. Se pensiamo all'Italia on the road pensiamo alla Piaggio. Un binomio vincente che, unito al tricolore, dà lustro alla nostra nazione, in tutto il mondo. Modelli all'avanguardia, sempre sinonimo di qualità ed efficienza. Opportuna, quindi, questa guida ai primi modelli della Vespa. Da Paperino alla 50 Special, dai prototipi ai modelli Super Sprint. Alè, Italia!

motori.excite.it fa parte del Canale Blogo Motori - Excite Network Copyright ©1995 - 2017