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I 10 motivi per cui gli automobilisti odiano i motociclisti: storia di un feeling mai nato

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1) La ragione principale dell’insofferenza, talvolta ai confini dell’odio, di gran parte degli automobilisti nei confronti dei compagni di strada a due ruote, risiede nell’impossibilità di competere ad armi pari in mezzo al traffico quando a lato di una lunga coda di macchine si vede sfrecciare una moto, con o senza slalom in scioltezza tra le vetture incolonnate.

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2) Esistono ragioni di ordine economico alla base della scarsa simpatia di chi guida un’auto verso i centauri, considerati spesso e volentieri dei privilegiati per via del costo inferiore del mezzo e delle ridotte spese necessarie alla manutenzione dello stesso veicolo.

3) Il leggendario binomio donne e motori sembra premiare prevalentemente i motociclisti, visti con un occhio di riguardo dal genere femminile forse per via di quel fascino da “ribelli” della strada ben raccontato da film e canzoni di altri tempi ma altrettanto presente nell’immaginario delle nuove generazioni.

4) Sorpassi ed altre infrazioni di vario livello, comprese le soste selvagge per pochi ma interminabili minuti sul marciapiede, trovano larga diffusione tra i veicoli a 2 ruote che, secondo una convinzione comune alla maggioranza degli automobilisti, vengono troppe volte “graziati” dai vigili urbani.

5) Una certa invidia legata al look trendy (giubbino aderente, casco ultramoderno e magari guanti in pelle) sfoggiato da chi viaggia in moto non contribuisce a far decollare un feeling di per sé tutt’altro che scontato, specialmente nelle stagioni più calde quando il sacrificio di stare in abitacolo pesa il doppio.

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6) Sebbene le auto siano fonte di inquinamento acustico di altissimo livello, la classica “sgasata” del motociclista può considerarsi una formidabile molla per il nervosismo altrui, anche perché ragionevolmente associata all’esibizionismo tipico dei bikers di ogni razza.

7) Competere in velocità, anche per gli amanti del rischio, diventa impossibile di fronte ad una motocicletta di grossa cilindrata, specialmente dove la carreggiata non permette corse spericolate ai piloti a quattro ruote.

8) Per quanto possano evolversi tecnologia e design nell’automotive, l’impatto a livello estetico di una fiammante Harley Davidson o di altri esclusivi modelli cult (anche di recente produzione) delle grandi case produttrici del motociclismo su scala mondiale rimane superiore rispetto a quello di qualsiasi auto, incluse sportive e cabrio di tendenza.

9) Sempre alla frenetica routine quotidiana in città si deve un’altra ragione di attrito: la semplice sottrazione di un parcheggio da parte di un mezzo più piccolo risulta decisamente indigesta agli occhi dell’automobilista medio, frustrato dalla giornaliera perdita di tempo nella ricerca di un posto possibilmente non in doppia fila.

10) Il culto della moto, oggetto di adorazione per una percentuale decisamente alta degli amanti delle due ruote, raggiunge punte di fanatismo giudicate intollerabili dai “comuni mortali” abituati ad usare la propria macchina come “mezzo” e non come “fine”.

Pubblicato da Marco Franco - Profilo Google+ - Leggi più articoli di Marco Franco

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