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Il prezzo della benzina aumenta, e gli italiani lasciano a casa l'auto

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I prezzi continuano ad aumentare e allora i consumi cominciano a diminuire. E' la reazione al continuo salire del prezzo della benzina a causa della tassazione troppo elevata. I costi, adesso, cominciano a non essere più sostenibili e gli automobilisti stanno correndo ai ripari: accanto alla pratica sempre più diffusa della ricerca del fornitore con il prezzo più basso, gli italiani, che hanno la benzina più cara d'Europa, stanno iniziando a lasciare l'auto a casa.

In economia questo fenomeno si chiama effetto Laffer, dal nome dello studioso statunitense che ha illustrato per primo questa teoria: se si impongono tasse troppo elevate, alla fine si ha l'effetto contrario perché i consumi si riduco e lo Stato ci va a perdere.

I numeri parlano chiaro: nel dicembre 2012 è stato registrato una calo dei consumi di carburante per autotrazione del 13,5% (dunque meno 3,117 miliardi di litri) e una conseguente contrazione delle imposte del 7,2% (ferme a 2,952 miliardi di euro).

Nel corso del 2012 la vendita totale di carburanti segna un -10,5% ma la spesa complessiva per gli automobilisti è salita del 4,7% fino ad arrivare a 67,377 miliardi di euro. L’Erario ha così incassato un +12,4% cioè 36,523 miliardi di euro.

Secondo il Centro Studi Promotor, però, il trend è cambiato e nel 2013 lo Stato potrebbe perdere incassi per 2,6 miliardi di euro. Dall'analisi, che si basa su dati del Ministero dello Sviluppo economico emerge anche che in Italia abbiamo la benzina più cara d'Europa: un litro costa 25,4 centesimi in più rispetto alla media europea che diventano 26,3 centesimi per il diesel.

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