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Vintage - Lamborghini Miura

Lamborghini Miura non ha bisogno di presentazioni: una delle sportive più importanti nella storia del brand del Toro, ma anche una delle supercar che ha cambiato radicalmente questo segmento di nicchia. Prodotta tra il 1966 ed il 1973, venduta in 763 esemplari, sostituita da Lamborghini Countach, Miura è una di quelle automobili che sono precedute dalla propria fama.

Foto: alcune immagini della Lamborghini Miura

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Partiamo dal nome: come saprete – ne sono certo –, la casa automobilistica di Sant'Agata Bolognese è solita scegliere denominazioni che hanno a che fare con il mondo dei tori (proprio perché il bovino è il simbolo della maison emiliana); ebbene, la leggenda vuole che Ferruccio Lamborghini, proprietario dell'azienda, si sia recato in Spagna e che qui, presso l'allevamento di Don Miura, abbia assistito alla furia di uno scatenato toro: le stesse qualità che voleva imprimere nella propria nuova sportiva. Così, scelse di intitolare la vettura proprio a quel Don Miura che era capace di plasmare tori vigorosi, potenti.

Lamborghini Miura venne progettata pensando al mondo delle competizioni: da lì, infatti, venne preso in prestito lo schema motore centrale-trazione posteriore, in un momento in cui tutte le sportive o quasi venivano prodotte con motore anteriore. La nuova Miura era dotata di un propulsore installato in posizione trasversale, alloggiato tra l'abitacolo e l'assale posteriore. Il telaio venne presentato al Salone di Torino del 1695, mentre la vettura definitiva, disegnata dalla maison Bertone e da un giovanissimo Marcello Gandini, venne svelata al Salone di Ginevra 1966. Lascio tutti stupiti: in un attimo eclissava ogni altra vettura sportiva.

Lamborghini Miura venne equipaggiata con un motore 3,9 litri benzina V12, che nel corso del tempo erogò 350 cavalli (prima versione, assemblata in 275 esemplari), 370 cavalli (versione Miura S, dal 1969, prodotta in 338 esemplari), 385 cavalli (versione Miura SV, costruita dal 1971 in 150 esemplari) e 440 cavalli (versione speciale Jota, messa a punto in un unico esemplare voluto dal collaudatore Bob Wallace, dotata anche di differenziale autobloccante ZF e di quattro freni a disco autoventilanti, che andò distrutta in un incidente).

La coupé sportiva Lamborghini Miura (una berlinetta) venne molto apprezzata dai VIP dell'epoca (tra cui anche Elthon John e Little Tony), ma venne anche ricordata per alcuni difetti (lievi, me ne rendo conto): molti esemplari presero fuoco spontaneamente a causa di un problema ai carburatori (situazione prontamente risolta grazie all'abilità dei tecnici Lamborghini) ed il serbatoio, installato nella parte anteriore della vettura, nello svuotarsi rendeva leggero l'assale della supercar, portando Miura ad una sempre maggiore ingovernabilità.

Protagonista di alcune pellicole cinematografiche (coma ad esempio “Un colpo all'italiana”), Miura ha scritto una pagina di storia sportiva dell'auto che nessun costruttore può dimenticare (tanto che anche Ferrari ha preso esempio dalla fastback). Pochi anni fa, l'unico esemplare di Lamborghini Miura Roadster esistente al mondo, restaurato in maniera fedele e meticolosa, è stato battuto all'asta: il sintomo che l'attenzione verso questa vettura d'epoca è fortissimo. E che non intende scemare. Neppure dopo trentotto anni dal suo pensionamento.

Foto: Cinquino.net

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