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Mercato auto di settembre: crollo verticale. E il governo Monti non salva la Fiat...

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Come nel 1978. No, non c'entrano i campionati del mondo in Argentina, ma questa volta è il mercato dell'auto a preoccupare. E non poco. Crollo delle vendite, cifre che fanno riflettere, che fanno paura: -25,74%. Reazioni negative, su tutte l'Associazione Nazionale Fra Industrie Automobilistiche: "Decimo calo consecutivo a due cifre".

Anche Fiat in difficoltà...

Le immatricolazioni sono crollate del 25,74% attestandosi a 109.178 unità, contro le 147.021 di un anno fa. Fiat cresce dello 0.6% rispetto al 2011. Come detto in apertura, tale situazione ci riporta ai volumi di settembre 1978, quando le auto commercializzate si attestarono a 107.395 unità. In agosto, invece, le nuove immatricolazioni sono state 109.178, in flessione del 25,74% rispetto ad un anno fa. Il Gruppo Fiat pero' - precisa in una nota il Lingotto - con 33.032 vetture immatricolate contro le 43.594 di un anno fa, si comporta meglio del mercato e si ferma al -24,23%. Flessione sì, ma contenuta. O, comunque, inferiore al trend ancor più negativo del mercato dell'auto.

Gli altri?

Il Lingotto rassicura, getta acqua sul fuoco: una mossa che era facile aspettarsi. Nel complesso, il crollo del mercato dell'auto colpisce a pioggia tutta l'industria automobilistica: difficile distinguere tra vetture a Km 0, auto nuove e mercato dell'usato. Comunque la si voglia girare, la situazione è grigia. Tutti gli importatori italiani, guidati ancora una volta da Volkswagen, hanno chiuso il mese con vendite in calo, con l'unica eccezione della coreana Kia (+12,21%) e della Land Rover (+35,11%). Accade un fatto curioso. Le famiglie italiane che stanno gradualmente radiando la propria auto, senza però acquistarne una nuova...

Strategia "difensiva"

Come far fronte alla crisi che investe pesantemente il mercato dell'auto? I numeri di settembre fanno paura, occorre rialzarsi o, almeno, trovare il modo di reagire, attraverso strategie commerciali ad hoc. C'è una situazione di emergenza, inutile negarlo. La Germania ha dichiarato che non incentiverà le autovetture elettriche perché si è rivelata una strategia fallimentare sia negli USA che in Francia. La Spagna, il cui mercato è calato di circa il 40% dopo l'introduzione delle nuove aliquote IVA, ha varato un piano di incentivi che prevede aiuti per diverse centinaia di milioni di euro, dei quali la metà apportati dal governo e l'altra metà dalle case automobilistiche. In Italia oltre 600mila ordini in meno sul mercato: da noi gli effetti della crisi generale e dei disincentivi introdotti dal Governo Monti sugli autoveicoli e sul loro utilizzo, hanno fatto contrarre il mercato da 2.000.000 di pezzi - media degli ultimi 5 anni - ai 1.370.000 attesi per il 2012. Danni ingenti che si ripercuotono sullo Stato stesso: gli introiti non possono, infatti, che subire un decremento.

Proprio mentre al Paris Expo...

Settembre 2012, il mercato crolla a picco e in Francia si mettono in vetrine delle vere e proprie meraviglie a quattro ruote. Prototipi, citycar, berline, Suv auto sportive... Ebbene sì, un peccato che le tante novità esposte al Salone dell'auto di Parigi troveranno uno spazio ristretto nel mercato italiano, per la grande pressione fiscale che preme sulle famiglie.

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