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Mercato auto: vendite in calo del 14% a maggio

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Continua imperterrita la crisi dell'industria automobilistica in italia, che non riesce a smaltire le auto prodotte. A maggio 2012, il dato è stato drammatico, con 36 marchi auto su 44 in perdita.

Ad aprile, il mercato dell'auto aveva fatto registrare un trend negativo del 17,99%., mentre a maggio, le immatricolazioni delle auto è calata del 14,26%.

Solo il Gruppo Fiat ha registrato perdite inferiori alla media con un -11,2% ed una conseguente quota di mercato aumentata del 31,13%, rispetto al 30,51% di maggio 2011.

"E' il sesto mese consecutivo che leggiamo un calo a due cifre, anche se con un contenimento della perdita che nel primo quadrimestre era del -20% circa".
Filippo Pavan Bernacchi presidente di Federauto, spiega i motivi della crisi: "A colpi di tasse si muore, bisogna pensare ad azioni volte al rilancio del nostro Paese. Possiamo farcela ma la politica deve fare la sua parte operando le giuste scelte. Circa dieci giorni fa siamo stati convocati al Ministero dello Sviluppo Economico e l'incontro si è concluso con la promessa che ci saremmo rivisti entro due settimane. Chiediamo al Governo di onorare questo impegno e di dichiarare con chiarezza, e subito, se e come intende intervenire nel nostro settore. Non è più tempo di tergiversare. A noi, che occupiamo 1.200.000 persone e fatturiamo l'11,4% del PIL, servono risposte per noi, per gli imprenditori che rappresentiamo, per i nostri dipendenti e per l'Italia, di cui siamo un pilastro. L'incertezza, a questo punto, o boutade come gli incentivi sulle sole vetture elettriche, produce ulteriori danni. E' il momento delle decisioni, qualunque esse siano, e di assumersene la responsabilità nel bene e nel male".

Anche l'UNRAE, l'Associazione delle Case automobilistiche estere in Italia, analizza i dati preoccupanti di maggio, con il termine "Demotorizzazione" perché "il parco automobilistico italiano sta calando: nei primi 4 mesi dell'anno si è ridotto di 26.600 unità".

E lo fa con una nota del Presidente Jacques Bousquet, che spiega che: "E' una conseguenza degli insostenibili costi di gestione dell'auto che gravano sui bilanci delle famiglie. Inoltre, l'attuale sistema fiscale frena anche il rinnovo dei parchi aziendali. Le percorrenze medie si sono drasticamente ridotte, la mobilità individuale si sta modificando e molti si disfano della propria vettura senza sostituirla con una nuova. Preso da altre priorità, il Governo non riesce ad intervenire con tempestività sul rilancio del settore e dell'economia".

I marchi auto che perdono di più sono Saab(-96,3%), Maserati (-86,67%), Tata (-70,59%) Daihatsu (-62,26), SSangyong (-61,43%), Ferrari (-58,62%), DR Motori (-56,38%) e Mitsubishi (-54,83%).
Quelli che crescono, sono Kia (+81,91%),Land Rover (+24,59%), Dacia (+23,82%) e Chevrolet (+13,62%).

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