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Minimoto: la MK5 con furore dalla Cina!

All'inizio erano solo dei modellini di produzione giapponese, poi arrivarono gli italiani che vi montarono dei veri e propri motori in miniatura, finché ci si misero i cinesi iniziando una produzione industriale che segnò la diffusione in tutto il mondo dello sport della minimoto.

Manco a dirlo, i cinesi dapprima si limitarono a copiare i modelli italiani. Le DM, GRC e Polini erano già sparse in tutto il nord-america e venivano usate per le prime competizioni ufficiali. Ma i costi di una minimoto erano ancora troppo elevati perché lo sport diventasse di massa.

I cinesi, allora, pensarono bene di adattare alla minimoto lo stesso motore che già utilizzavano per la produzione dei loro decespugliatori venduti in mezzo mondo. Sì, avete capito bene: il motore che i cinesi montavano, e tuttora montano, sulle minimoto entry level è lo stesso ad immissione lamellare utilizzato per un taglia erba.

Certo è che dai primi modelli MK qualche passo avanti è stato fatto. Se prima era necessario portarsi sempre appresso la cassetta degli attrezzi per intervenire con qualche piccola riparazione, ora è più facile terminare una gara senza che ci sia stato bisogno di tirarla fuori.

La ultima minimoto cinese in ordine di apparizione è la MK5. Monta un motore di 49cc, le cui prestazioni però non si differenziano molto da quello di 39cc del modello precedente (MK4). Il carburatore è sempre 12/12 e il raffreddamento ad aria. Le prestazioni di questa minimoto sono di circa 2,5 cavalli per una velocità massima di 55 km/h. Facilmente reperibile online (anche su eBay), il prezzo medio della MK5 è di 200 euro.

(foto © minimotopoint.com)

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