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Minimoto: le Midi, via di mezzo tra mini e moto

Due o quattro tempi, 1 metro per 60 centimetri, e un peso complessivo che si aggira intorno ai 20 kg. Stiamo parlando delle minimoto. Di mini hanno solo le dimensioni e la potenza del motore, perché per quanto riguarda la cura dei dettagli, nella meccanica come della ciclistica, sono tanto raffinate quanto i loro fratelli maggiori: le moto da corsa vere e proprie.

La quasi totalità dei motociclisti infatti, da Valentino Rossi a Denis Pedrosa o Jorge Lorenzo, hanno iniziato la loro carriera agonistica da piccoli, in sella a uno di questi piccoli bolidi, sui quali ancora in età d'asilo entravano in curva con la stessa rabbiosa eleganza con cui lo fanno oggi da grandi e strapagati.

Tra le minimoto e le moto da corsa vere e proprie esiste poi una categoria intermedia, le cosiddette Midi, usate da nava scuola per passare alle moto da corsa normali. Queste ultime si differenziano dalle minimoto solo nelle misure della ciclistica, restando immutate le caratteristiche del motore.

I motori delle minimoto, inoltre, possono essere con raffreddamento ad aria o a liquido. I primi riescono a sviluppare una potenza di 6-7 cavalli per gruppi termici italiani (al massimo 3 per gruppi termici cinesi), mentre i motori con raffreddamento a liquido sviluppano una potenza di 14-15 cavalli per gruppi termici italiani (11 per quelli cinesi). Ma nel caso di competizioni di grande importanza si può arrivare fino a 18 cavalli di potenza.

Per allevare i futuri campioni di motocross invece, esistono le pitbike. Di dimensioni a metà strada fra una minimoto e una moto normale, le pitbike sono dotate di sospensioni, di cui in genere sono sprovviste le minimoto da strada.

(foto © riminibeach.it)

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