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Omicidio stradale e ritiro patente a vita, pronta la legge contro i "pirati" al volante: riforma dal 2015

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Potrebbe arrivare entro un paio di mesi, al massimo un anno, il definitivo sì e la conseguente entrata in vigore del reato di omicidio stradale, parte integrante della riforma del Codice della Strada messa in agenda dal governo Renzi per il 2015.

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La paternità di questo importante progetto di legge, destinato ad incidere profondamente sulla vita di tutti i giorni di milioni di automobilisti, va attribuita al viceministro dei Trasporti Enrico Nencini, determinato a raccogliere per poi tradurle nella nuova normativa a disciplina del settore le proposte di associazioni e cittadini che in questi anni si sono spesi per una radicale revisione dell’attuale legislazione.

Nel caso in cui il Parlamento confermi in buona parte o totalmente la linea dell’esecutivo in materia di sicurezza stradale, chi si renderà responsabile di incidenti con una guida scorretta e l’eventuale aggravante del consumo di alcool o sostanze stupefacenti, andrà incontro a sanzioni molto più severe rispetto al passato.

In un futuro non lontano il Codice della Strada potrebbe contemplare, secondo le direttive di Nencini e colleghi, il ritiro a vita della patente per gli automobilisti colpevoli di sinistri causati dallo stato di ebbrezza o dall’uso anche episodico di droghe al volante, con in più la nuova fattispecie di reato da introdurre previa valutazione di conformità col vigente Codice Penale.

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La battaglia per l’introduzione dell’omicidio stradale nell’ordinamento italiano ha tenuto impegnato per anni il fronte dell’associazionismo dei familiari delle vittime di incidenti ed altri soggetti interessati alla materia della sicurezza per automobilisti e pedoni.

I tempi tecnici per vedere tradotte nero su bianco le auspicate norme nella Gazzetta Ufficiale non sarebbero sulla carta brevi, ma dopo il voto favorevole della Commissione Trasporti alla Camera nel luglio scorso il governo sembra intenzionato a portare a casa al più presto una legge a detta di tutti di portata storica.

Il numero di incidenti automobilistici in Italia, per essendosi dimezzato nel giro di 10 anni grazie anche al buon funzionamento della patente a punti, rimane alto e impone al legislatore la massima considerazione per una normativa che dovrebbe prevedere certezza del diritto e punizioni esemplari contro i pirati della strada.

Pubblicato da Marco Franco - Profilo Google+ - Leggi più articoli di Marco Franco

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