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Passera: "In arrivo il reato di omicidio stradale"

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Di "omicidio stradale" si parla da anni. Nel 2010, anno della morte del giovanissimo Lorenzo Guarnieri (17 anni), è nata un'Associazione che si batte per far sì che chi uccide una persona guidando in stato di ubriachezza e/o sotto l'effetto di stupefacenti, venga punito duramente.

L'associazione in oggetto si chiama "Lorenzo Guarnieri", ha raccolto 57504 adesioni per una legge che configuri il reato di omicidio stradale e oggi pare abbia ottenuto una prima importante vittoria. Il Governo sta finalmente lavorando all'introduzione del reato in oggetto che si configuri quando il conducente alla guida commetta omicidio con un tasso alcolemico sopra l'1,5% o sotto l'effetto di sostanze stupefacenti. La pena prevista va da un minimo di 8 anni a un massimo di 18 anni.

Per il Ministro Corrado Passera "particolare attenzione merita l'introduzione di una nuova ed autonoma fattispecie di reato, denominata 'omicidio stradale', configurabile quando un conducente commetta omicidio in condizioni di guida con tasso alcoolemico sopra 1,5% g/l, ovvero di guida alterata dall'assunzione di sostanze psicotrope o stupefacenti, e punibile con una pena detentiva non inferiore nel minimo a otto anni e nel massimo a diciotto anni nonchè con la previsione dell'arresto in flagranza".

"È prevista - prosegue Il Ministro dello Sviluppo Economico - quale sanzione amministrativa accessoria la revoca della patente nonchè l'impossibilità di conseguirne in qualsiasi tempo altra e comunque il divieto di circolare sul territorio nazionale, ancorchè con patente di guida conseguita in altro Stato. L'omicidio stradale ricorrerebbe altresì qualora l'evento morte segua alla condotta del conducente che, dopo il fatto, non abbia ottemperato all'obbligo di fermarsi e/o di prestare soccorso alle persone ferite".

Inoltre, "in merito all'istituenda fattispecie penale, si rende opportuna - ha evidenziato Passera - una riflessione, sia in relazione ad una comparazione con quanto accade in ambito europeo, tenuto conto che un divieto assoluto di riconseguire la patente di guida, ovvero il divieto di circolazione alla guida di autoveicoli e motocicli sul territorio nazionale, appare unica nel suo genere in tutto il territorio UE e potrebbe risolversi in pregiudizio della libertà di circolazione" che, "fa riferimento espresso ai principi di ragionevolezza, proporzionalità e non discriminazione nell'ambito dell'Unione europea".

In pratica sì all'introduzione del nuovo reato ma con un occhio alla normativa vigente in Europa. Esistono infatti "alcune perplessità sulla modalità e sulla creazione del reato", ha specificato il Ministro. Ma "non può essere tollerata l'attuale situazione di sostanziale impunità".

IL SI' DELL'ANIA:
"È tempo che si modifichi il codice penale, introducendo una fattispecie normativa che regoli il reato di omicidio stradale. Siamo convinti che sia necessario fornire ai giudici uno strumento che renda certa la pena nei confronti di chi commette quelli che, in taluni casi, sono dei veri e propri omicidi. Accogliamo, quindi, con grande favore le parole del ministro Corrado Passera, sull'apertura nel valutare l'introduzione del reato di omicidio stradale all'interno del codice della strada". È quanto afferma Umberto Guidoni, segretario generale della Fondazione Ania.

I DUBBI DELL'ADUC:
"Invitiamo alla cautela. l'utilizzo inflazionistico e propagandistico della giustizia penale ha finito per renderla molto spesso inefficace" [...] "Soprattutto, ci lascia fortemente perplessi e spaventati la formulazione proposta: sarà omicida chi guida con un tasso alcolemico superiore a 1,5 o sotto l'influenza di droghe. Perchè questa discriminazione fra alcool e droghe?". La nuova normativa, argomenta l'Aduc, rischia di mandare potenzialmente in carcere o comunque incriminare, "migliaia di persone che intossicate non erano al momento dell'incidente, ma risultano comunque positive magari perchè la sera prima avevano fumato uno spinello con gli amici. Colui che invece si mette alla guida ubriaco, seppur con un tasso leggermente inferiore all'1,5, la farebbe franca. Con l'effetto "paradossale di ridurre a zero l'effettività della legge".

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