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Passo carrabile: la normativa

Come comportarsi quando in ballo c'è un passo carrabile? Quale è la normativa a riguardo? Si tratta di un argomento spinoso che molte volte è pomo della discordia e causa di infinite discussioni. Proviamo quindi a fare, una volta per tutte, chiarezza su quanto prevede il Codice della Strada con il suo articolo 22.

La normativa

Come abbiamo appena visto, del passo carrabile e la relativa normativa si occupa l'articolo 22 del Codice della Strada.

La costruzione dei passi carrabili e' autorizzata dall'ente proprietario della strada nel rispetto della normativa edilizia e urbanistica vigente.

- Il passo carrabile deve essere distante almeno 12 metri dalle intersezioni e, in ogni caso, deve essere visibile da una distanza pari allo spazio di frenata risultante dalla velocità massima consentita nella strada medesima;

- Deve consentire l'accesso ad un'area laterale che sia idonea allo stazionamento o alla circolazione dei veicoli; qualora l'accesso alle proprietà laterali sia destinato anche a notevole traffico pedonale, deve essere prevista una separazione dell'entrata carrabile da quella pedonale.

- Qualora l'accesso dei veicoli alla proprietà laterale avvenga direttamente dalla strada, il passo carrabile oltre che nel rispetto delle condizioni previste nel comma 2, deve essere realizzato in modo da favorire la rapida immissione dei veicoli nella proprietà laterale. L'eventuale cancello a protezione della proprieta' laterale dovra' essere arretrato allo scopo di consentire la sosta, fuori della carreggiata, di un veicolo in attesa di ingresso.

- E' consentita l'apertura di passi carrabili provvisori per motivi temporanei qualil'apertura di cantieri o simili. In tali casi devono essere osservate, perquanto possibile, le condizioni di cui al comma 2. Deve in ogni caso disporsiidonea segnalazione di pericolo allorquando non possono essere osservate ledistanze dall'intersezione.

I passi carrabili a raso

Polemiche, rispetto al passo carrabile e alla normativa che lo riguarda, ha suscitato il caso dei cosiddetti "passi carrabili a raso". In tal senso è intervenuta l'unione consumatori che ha sottolineato come "per la tassa o tariffa sui passi carrabili bisognerebbe denunciare per abuso di potere ed estorsione tutti i sindaci che fanno i furbi per racimolare un pò di soldi in più ed alimentare le ruberie pubbliche, intasando di lavoro anche i giudici. La Corte di Cassazione è dovuta intervenire ancora una volta sui passi carrabili a raso (sentenza n. 16733/2007) per ribadire che non sono soggetti a tassa (o tariffa: neanche si sa bene che natura abbia, cambia da Comune a Comune). La suprema Corte ha stabilito ancora una volta che il passo a raso, cioé senza taglio di marciapiede, listoni delimitativi o altre opere, “non determina un’occupazione visibile del suolo pubblico”, dato che “manca qualsiasi opera o manufatto realizzato su suolo pubblico”, e che “non presenta interruzioni sul marciapiede o modifiche del piano stradale che permettano, al proprietario dell’accesso, una posizione ed un uso diverso del marciapiede da quello di cui può fruire tutta la collettività”.

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