Excite

La patente a punti per l’auto

La patente a punti per l’auto compie quest’anno il decimo “anniversario” della sua nascita, che risale alprimo luglio del 2003. Si possono quindi commentare i risultati ottenuti dalla sua introduzione ad una certa distanza di tempo, quando l’effetto novità è cessato. Rinverdiremo anche la memoria ai vecchi patentati e cercheremo di far capire ai futuri neopatentati di cosa si tratta e perché è stata introdotta.

Motivazioni, regole ed efficacia della norma

Un maggiore rispetto delle regole che devono tenere gli automobilisti è stato l’obiettivo che si era prefissa la patente a punti per auto. Per infrazioni di lieve e media entità, infatti, era precedentemente prevista solo una pena pecuniaria. Con la patente a punti, un guidatore particolarmente indisciplinato che commette molte infrazioni ha la concreta possibilità di vedere sospesa la patente anche se le infrazioni, prese singolarmente, non lo prevedrebbero.A livello mondiale non è una novità, infatti, provvedimenti simili sono presenti da tempo in molti altri paesi come ad esempio la Francia e la Germania.

Il funzionamento della patente a punti è il seguente. A tutti i neopatentati sono dati in dotazione 20 punti. Successivamente, ad ogni infrazione per la quale è stata comminata una multa, corrisponde una decurtazione dei punti in dotazione da 1 a 10, secondo la gravità dell’infrazione. Se si commettono più infrazioni contemporaneamente la riduzione massima è di 15 punti.

All’automobilista che “perde” tutti i punti è ritirata la patente, e deve effettuare corsi di recupero e un nuovo esame di guida (solo la parte teorica) per poterla riavere.

Ci sono inoltre un certo numero di varianti, come ad esempio il raddoppio dei punti persi per ogni infrazione se l’automobilista ha preso la patente da meno di 2 anni.

È previsto anche un sistema di recupero e di accumulo dei punti (fino ad un massimo di 30) qualora l’automobilista non commetta infrazioni per 2 anni. Sempre se non commettono infrazioni, ai neopatentati si aggiunge un punto l’anno per i primi 3 anni.

Ma veniamo ai risultati effettivi sul campo di questa normativa. Sicuramente l’effetto novità è stato notevole, visto che nel primo e nel secondo anno si è registrata una brusca diminuzione degli incidenti e delle vittime, attorno al 4 % e al 6 %, rispettivamente. Con il passare del tempo questa buona prova è diminuita, e nel 2006 la riduzione di incidenti è stata solo dello 0.8% (ammesso che, con percentuali così ridotte, il paragone sia attendibile).

È possibile verificare il saldo dei punti patente chiamando telefonicamente l’ACI al numero 848782782 e comunicando il numero della patente e l’anno di nascita del guidatore, oppure tramite internet, a un sito del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti chiamato “ilportaledellautomobilista.it”.

Chi guidava l’auto?

Un capitolo a parte merita il discorso della patente a punti per l’auto qualora la contravvenzione non sia effettuata direttamente dalle forze dell’ordine al conducente ma, ad esempio, con sistemi come il multanova, è spedita a casa del proprietario dell’autovettura. Non è detto che in quel momento fosse il proprietario a guidare e può esserci anche l’eventualità che non ci si ricordi di chi era al volante in quello specifico momento. In questo caso è possibile non avere una decurtazione dei punti pagando un’ulteriore ammenda di 250 euro. Questo può essere sfruttato (da patentati mendaci e danarosi) per evitare la riduzione dei punti.

Un’altra pratica, questa volta decisamente illegale, è quella di dichiarare una terza persona alla guida della vettura nonostante questo non sia vero. Esiste a questo proposito un mercato (illegale) che prevede il pagamento della persona che si presta a perdere punti al posto del guidatore effettivo.

Italia - Excite Network Copyright ©1995 - 2018