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Piano UE per il rilancio auto: Tajani sugli scudi

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Premessa. Federauto segnala che dei 3,5 miliardi mancanti nelle casse dello Stato almeno 1 miliardo è riconducibile al settore automobilistico. Ogni vettura rimasta invenduta porta un minor introito allo Stato di circa 5 mila euro, quantificabile su base annua in una perdita di 3,15 miliardi. Questo è l'ennesimo segnale di un quadro complessivo sempre più a rischio.

Motivo in più perchè la Commissione Europea, attraverso il responsabile all'industria Antonio Tajani, abbia deciso di strutturare un vero e proprio Piano UE per il rilancio dell'auto. Innovazione, apertura dei mercati e una «regolamentazione intelligente», che non pesi ingiustamente sull'industria.

Alla base del piano c'è la volontà di indicare un percorso strategico che permetta alle aziende dell'auto, e ai tanti subfornitori di questo settore, di superare la crisi di questi mesi. Dopotutto, l'auto è un mercato essenziale dell'economia europea: da' lavoro a 12 milioni di persone e investe ogni anno circa 28 miliardi di euro.

Vediamo il Piano, nel dettaglio.

Omologazione mondiale dei veicoli:

avere accesso a tutti i mercati del mondo grazie a norme uniche su sicurezza e inquinamento. Sul piatto ci sarebbe un mezzo miliardo di euro dal 2014 al 2020, oltre al miliardo già stanziato, per tecnologie a basso impatto ambientale. Rimuovere dazi e barriere:

la Commissione Europea interverrà per rimuovere gli ostacoli all'accesso sui mercati extra Ue, cioè quei dazi e barriere che limitano il raggio di manovra dei produttori del Vecchio Continente.

"I giornali scrivono che gli Italiani comprano le macchine che vengono sviluppate dai Tedeschi, come se stessero dando qualcosa di veramente eccezionale: però a vincere le gare di Formula Uno sono le Ferrari...". Così Sergio Marchionne, al quale bisognerebbe fare una ripassata degli ultimi risultati di Alonso e Massa, non proprio da primato.

Tornando a Tajani, forte è un messaggio di compattezza e, insieme, di innovazione. A suo modo di vedere, il motore a caldo rimarrà il più diffuso nel prossimo decennio. Contemporaneamente, le imprese europee avranno l'obbligo di "cavalcare il futuro, vale a dire il motore elettrico e il motore ibrido". Nel campo dell'innovazione, la Commissione metterà nuovo denaro a disposizione: nel prossimo bilancio comunitario 2014-2020, Bruxelles ha previsto investimenti in ricerca e sviluppo pari a 80 miliardi di euro.

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