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Reato di omicidio stradale, più repressione contro gli incidenti. La promessa di Renzi: "Riforma subito"

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Inasprimento delle pene in vista per gli automobilisti colpevoli di incidenti per cattive condizioni alla guida e condotta scorretta al volante. Il reato di omicidio stradale, più volte discusso come ipotesi legislativa allo studio dei ministri competenti, potrebbe essere al più presto introdotto nel codice penale su input dell’attuale maggioranza di governo.

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Ad imprimere una decisa accelerazione al processo di riforma della legislazione vigente, stando a quanto dichiarato alla stampa poche ore fa, sarà il premier in carica Matteo Renzi, intenzionato a portare sul tavolo dei prossimi Cdm per dare una svolta all’agenda politica nella direzione di una maggiore sicurezza in materia di circolazione stradale.

Matteo Renzi è stato categorico: “Ho messo la forma alla proposta di legge promossa dal Comune di Firenze ha assicurato il segretario del Pd ai giornalisti dell’Asaps (in un’intervista concessa alla rivista Il Centauro), deciso a dare una risposta in tempi brevi al pressing di cittadini e associazioni sul tema degli incidenti automobilistici, “dramma sociale” e “prima causa di invalidità, oltre che costo enorme per il sistema sanitario nazionale, corrispondente ad una spesa di circa il 2% del Prodotto Interno Lordo.

(Raccolta firme in rete per l'introduzione del reato di omicidio stradale)

L’obiettivo di Palazzo Chigi, secondo quanto sostenuto dal presidente del Consiglio di fronte ai giornalisti, è in primo luogo quello di ottenere un “dimezzamento della mortalità in strada tramite un intervento riformatore capace di agire sul fronte della repressione ma anche di riorganizzare l’intera materia rendendo più efficienti i controlli e dotando le forze dell’ordine degli strumenti necessari all’incremento della prevenzione di sinistri e violazioni del codice.

Modello di riferimento al quale sembrano voler attingere Renzi e colleghi di governo, i paesi più avanzati del Nord Europa, dove il grado di sicurezza stradale è superiore grazie alla perfetta “interazione di livelli” amministrativi ed alla certezza del diritto.

“Chi guida in condizioni fisiche alterate deve sapere che rappresenta un pericolo per sé stesso e per gli altri” ha aggiunto Renzi per mettere l’accento su una questione definito “di salute pubblica, destinata ad essere affrontata come priorità politica da qui ai prossimi mesi.

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