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Volkswagen, scandalo emissioni diesel: truffa in California, lettera ai clienti per eludere controlli

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Le dimissioni irrevocabili dell’ad del gruppo e la conseguente apertura della lotta per la successione al vertice di Volkswagen (con Matthias Mueller in pole position) hanno solo in parte attenuato l’impatto sui mercati finanziari dello scandalo emissioni, consentendo un recupero parziale ma significativo del titolo in Borsa, con 3 miliardi e trecento milioni tornati in cassa nel giro di un giorno.

Passo indietro dell'ad di Volkswagen, il gruppo rifiata dopo giorni di passivo

Le notizie in arrivo dal fronte americano (e anche dall’Europa) oggi, però, non sembrano deporre a favore del “giro di boa” dell’azienda di Wolfsburg, ancora nell’occhio del ciclone dei media di tutto il mondo per l’immissione in commercio negli anni scorsi di qualcosa come 11 milioni di veicoli inquinanti truccati grazie al software “civetta” ideato dai tecnici Volkswagen per eludere i test delle agenzie di sorveglianza ambientale, negli Usa e non solo.

Secondo quanto filtrato poche ore fa da autorevoli fonti governative statunitensi, ad aprile del 2015 i clienti californiani della casa produttrice di auto tedesca avevano ricevuto una lettera di avviso per il richiamo all’assistenza delle vetture ad alimentazione diesel: tale iniziativa riguardante i veicoli con motore 2 litri prodotti tra il 2010 e il 2014, si apprende ora nel pieno dello scandalo, era finalizzata ad aggirare la sorveglianza degli organismi di controllo locali.

(Dimissioni dell’ad Volkswagen accettate dal gruppo: corsa alla successione)

Come se non bastasse, ai massimi responsabili della Volkswagen nel Nordamerica si contestano ingiustificabili differenze tra i risultati dei test in strada sulle emissioni di gas di scarico inquinanti nell’atmosfera e i dati forniti dalle prove in laboratorio, evidentemente alterati questi ultimi dal dispositivo usato per mettere in atto la maxi-truffa sul mercato a stelle e strisce.

Si fa avanti intanto l’ipotesi di una class action internazionale da ben 50 miliardi di dollari dei consumatori contro il gruppo di Wolfsburg ritenuto, alla luce delle inchieste appena avviate negli Usa e in altri Paesi chiave del mercato automobilistico mondiale responsabile di una delle più gravi violazioni delle regole della storia.

Pubblicato da Marco Franco - Profilo Google+ - Leggi più articoli di Marco Franco

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